Se vi interessano
la storia, l'architettura e - più in generale - la
cultura della regione Campania potrete visitare luoghi che
da questo punto di vista costituiscono delle vere e proprie
miniere, luoghi noti in Italia e nel mondo, luoghi comodamente
raggiungibili. Distanze
chilometriche:
Paestum: 20 – Velia: 39 – Padula: 124 –
Pompei: 95 – Napoli: 122. |
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Paestum è il più importante
sito archeologico greco a sud di Napoli. I Greci, che
fondarono questa città all'estremità della
piana del Sele nel VI secolo a.C., la conoscevano come
Poseidonia, la città di Poseidone. I Romani la
conquistarono cambiandole il nome nel 273 a.C. Nel IX
secolo d.C., a causa di un'invasione saracena, cadde in
declino e fu abbandonata. Fu riscoperta nel XVIII secolo.
Oggi Paestum è visitata dai migliaia di turisti
provenienti da tutto il mondo per gli imponenti templi
(molto ben conservati) e per altri importanti monumenti.
I tre templi sono la Basilica o Tempio di Era (sec. VI
a. C.), il Tempio di Nettuno (sec. V a. C.) il più
grande e meglio conservato e il Tempio di Cerere (sec.
VI-V a. C.). Numerosi scavi hanno riportato alla luce
i resti della città antica: gli edifici pubblici
e religiosi, le strade, le mura fortificate. Il locale
Museo Nazionale conserva i reperti archeologici: dipinti,
tesori tombali, offerte votive, frammenti architettonici
e sculture.
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Velia è il nome latino dell'antica
città greca di Elea (540 a. C. circa). Grazie alla
sua posizione divenne famosa come centro economico e intellettuale.
La notorietà culturale di Elea è dovuta
alla scuola filosofica Eleatica, fondamentale per lo sviluppo
del pensiero occidentale. Il suo fondatore fu Parmenide,
insieme forse a Senofane di Colofone; Zenone e Melisso
di Samo proseguirono la loro opera. Parmenide, padre della
metafisica fondata sulla logica, è celebre come
il filosofo dell'Essere.
Oltre che per la Scuola Eleatica, Velia fu celebre anche
per la coniazione delle monete, le più perfette
che siano mai state prodotte nelle città greche
meridionali.
Sull'acropoli della città, intorno al XIII secolo,
fu eretto il Castello Normanno di Guaimario, attorno al
quale si sviluppò il centro abitato medievale,
sopravvissuto fino alla metà del secolo XVII.
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Padula - La nascita di Padula si fa risalire
al IX-X secolo quando la popolazione, cessata la furia
demolitrice dei Saraceni, preferì sistemarsi sulla
collina meno elevata e più prossima ai collegamenti
della via consolare, dove ancora sorge Padula. Le notizie
storiche disponibili confermano l'esistenza di Padula
dopo l'anno mille, facendo a volte riferimento anche ad
un insediamento sui monti come quello di Mandrano. Alla
nascita di Padula certamente non furono estranei i monaci
Basiliani, come stanno a testimoniare la chiesa di S.
Nicola alle Donne ed i ruderi dell'antico Monastero di
S. Nicola al Torone. Nel 1296 Tommaso II Sanseverino entrò
in possesso di Padula. La sua attenzione fu poi attratta
dal sito in cui sorgeva la Grancia di S. Lorenzo dell'Abate
di Montevergine. Nel 1305 ottenne, per permuta con l'Abate
Guglielmo, tutti i beni della Grancia e li donò
ai Certosini di S. Brunone. Con l'atto stipulato il 28
Gennaio 1306 incominciava a sorgere il primo nucleo della
Certosa di San Lorenzo, che nei secoli assunse le grandiose
dimensioni che ancora oggi è possibile osservare.
La certosa è uno dei più grandi monumenti
d’Italia. Nel periodo risorgimentale, sebbene madre
di molti spiriti liberali, ha conosciuto la tragica fine
dei trecento seguaci di Carlo Pisacane.
[fonte: internet]
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Pompei è un’antica e fiorente
città sorta ai piedi del Vesuvio nel periodo romano.
Fu completamente distrusttra nell’anno 79 d. C.
dall’eruzione del vulcano. Le prime esplorazioni
archeologiche dell’area ebbero luogo verso la metà
del secolo XVIII, ma solo dalla metà del secolo
seguente avanzarono in maniera sistematica, fino a riportare
alla luce oltre il sessanta per cento dell'antica area.
Grazie a ciò Pompei è oggi uno dei centri
archeologici più famosi e visitati del mondo: così
com’è Pompei presenta un quadro completo
della topografia e della vita tipiche di una città
romana.
La città era divisa da un regolare reticolo di
strade intersecantisi ad angolo retto; solitamente, le
case erano a due piani, avevano un giardino o cortile
interno ed erano decorate con rivestimenti architettonici
e pitture. Nel Foro si svolgeva la vita politica, religiosa
ed economica; vi ospitava, infatti, i principali edifici
pubblici.
Nell’antica città si trovano il Teatro Piccolo
(80-75 a. C.), impiegato per la musica e la rappresentazioni
di mimi, e il Teatro Grande (200-150 a.C.), in grado di
ospitare fino a 5.000 spettatori. Notevoli anche le Terme
Stabiane, la Casa dei Vettii e la Villa dei Misteri, la
più importante costruzione di Pompei.
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E’ molto difficile tracciare un
ritratto di una città antica, grande e ricca di
contaminazioni culturali come Napoli. Diremo, allora,
solamente poche cose.
Ancora prima dei visitatori del Grand Tour, furono gli
antichi Greci e Romani a scoprire le bellezze naturali
di Napoli: il suo mare, le sue colline, il suo clima mite,
gli scorci panoramici di struggente bellezza. Di tutto
ciò è conservata la memoria nella toponomastica:
Mergellina per Mar ialinum (mare trasparente), Posillipo
per Pausis lypè (cessazione del dolore), Chiatamone
per Platamon (litorale pianeggiante), e certamente la
visita alla città lascia sempre il ricordo dolcissimo
di un'alba vista dalla collina di San Martino, di un rosso
tramonto che vivifica Castel dell'Ovo, della luce intensa
che nelle ore diurne accende di riflessi argentei il mare
di via Caracciolo. Perfino nelle ore notturne Napoli ha
una bellezza non artificiale, che va oltre i fili di perle
dell'illuminazione e lascia scoprire angoli meravigliosi
e inaspettati; attimi improvvisi di splendore naturale
e i volti insospettati d'una bellezza antica mai sfiorita.
[fonte: internet]
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