Sabato 22 settembre
2007, ore 15:00 - La spiaggia di Ogliastro Marina
è la location scelta dalla Stazione zoologica Anton
Dohrn per il rilascio di 18 esemplari di Caretta caretta,
trovati feriti lungo l’intera costa campana e, quindi,
curati e riabilitati.
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Sede del secondo Parco nazionale d'Italia per estensione,
Riserva di biosfera Mab-Unesco, Patrimonio mondiale Unesco,
sede di una delle più antiche scuole mediche e di
una delle più antiche e importanti scuole di pensiero
(Elea - Parmenide e Zenone, sec V a. C.), patria della Dieta
mediterranea (riscoperta dall'americano Ancel Keys). Il
Cilento ha, dunque, origini nobili e un prestigioso presente
(in buona parte ancora da scoprire) fondato in prevalenza
sulle molteplici ricchezze ambientali (uno dei più
vasti tra i faggeti d'Europa, la più numerosa colonia
di lontre d'Italia, ecc.). Il Parco nazionale del Cilento
e del Vallo di Diano si estende da Agropoli-Castellabate
(nord) a Scario (sud) e verso l'interno fino a Teggiano.
A ovest si trovano circa 100 Km di costa bagnati dal limpidissimo
mare che da anni assicura a diverse località la Bandiera
blu d'Europa e le Cinque vele (tra queste le marine di Castellabate,
Agropoli e Pollica). Le vette del Cilento interno arrivano
a sfiorare i 2000 metri: sono ricche di vegetazione e fauna
appartenente a specie assai rare. |
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| In principio era il mito... |
Anche se Omero accenna per primo alle
coste dell'odierna Castellabate, la storia di questo territorio
è legata soprattutto a san Costabile Gentilcore,
IV abate della Ss.ma Trinità di Cava de' Tirreni.
Nel medesimo anno in cui fu elevato alla dignità
di abate, egli avviò i lavori di costruzione del
Castello dell’Angelo (10 ottobre 1123), che, successivamente
intitolato proprio a lui, diede origine al nome del borgo:
Castrum Abbatis, lo castello de lo abbate, castello dell’abbate,
Castellabate.
L’abbaziato di Costabile durò poco. Si spense,
infatti, il 17 febbraio 1124. Il successore, l'abate Simeone,
completò la costruzione del maniero e aiutò
sempre la popolazione. Col passare del tempo, Castellabate
divenne la più importante baronia del Cilento.
Ma procediamo celermente, fino a giungere al 1800, con
questa pagina tratta da un volume dello storico Pietro
Ebner. “Nel 1553 la regia corte vendette Castellabate
al noto giurista Marino Freccia, il quale anni dopo vendette
i beni acquistati a Carlo Caracciolo. Castello e casale
passarono poi alla famiglia Loffredo e da questa ai Filomarino
dei conti della Rocca d’Aspide). Nel 1619 fu chiesto
l’assenso alla vendita dell’erbaggio con la
fida in tutto il territorio del castello dell’Abbate
fatta da Francesco Matarazzo, figlio ed erede di Alessandro
e Tommaso Filomarino della Rocca. Il feudo passò
poi alla famiglia Acquaviva dei conti di Conversano. …
Successivamente… passò alla famiglia Granito
che nel ‘700 lo possedeva con titolo di marchese,
ottenuto il 29 novembre 1745. Il feudo, con la portolania
di Omignano e altre giurisdizioni sulle terre di Rocca
di Cilento, Montecorice, S. Maria a Mare, Rutino e S.
Lorenzo passò poi per successione (20 luglio 1767)
di Paride, al figlio Angelo e da questo al figlio Luigi…
Non avendo avuto discendenti il titolo passò al
secondogenito del fratello Gioacchino… e quindi
al figlio di quest’ultimo, Angelo (n. 21 ottobre
1782 m. 29 giugno 1861). Quest’ultimo sposò
la nobile Paolina Pignatelli, principessa di Belmonte,
…dalla quale ebbe Gioacchino (2 novembre 1849) che
con lettere Patenti 3 aprile 1887 ottenne di assumere…
i titoli di principe di Belmonte…”. [...]
Lentamente, in seguito al riconquistato rapporto col mare,
molti abitanti di Castellabate si diedero alla pesca.
Un po’ alla volta l’economia del luogo, a
prevalenza agricola, andò trasformandosi: verso
la fine del XIX secolo, alla pesca – ormai divenuta
una delle principali fonti di reddito – si affiancarono
altre attività. “Il riferimento scontato
va necessariamente al terziario, il quale portò
nelle marine di Castellabate la nascita della cantieristica
navale… e, non per ultima, quella della conservazione
e diffusione nel mercato nazionale del pesce insaccato
e sottosale”.
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